Chiesa di San Giovanni Battista

 
foto chiesa giovanni battistaLa prima notizia certa dell’esistenza di una chiesa a Gambarare la si ha nel XII secolo, tratta dal testamento della nobildonna padovana Speronella Dalesmanini, la quale lascia disposizioni al figlio sulla spartizione dei suoi denari a vari luoghi di culto fra cui la chiesa di “Balledello”; il nome della località derivava dal termine latinizzato Vallatellum, che significava luogo rialzato.
La chiesa vigeva all’epoca sotto la guida del vescovado di Treviso ed era dedicata a San Giovanni Battista, santo molto venerato dal popolo Longobardo. L’edificio restò per lunghi anni abbandonato a sé stesso e senza una guida religiosa, fino al 1290, quando l’abate Ilariano Prando decise di acquistare dagli eredi di Giovanni Natichiero da Vigonza metà del paese e di chiedere al vescovo di Treviso di cedergli la chiesa e tutti i suoi diritti. Dopo l’acquisizione l’abate lavorò per 15 anni al suo restauro. La prima consacrazione della nuova chiesa avvenne il 9 giugno 1306. All’evento parteciparono importanti autorità e il vescovo, quel giorno, cresimò uomini, donne e bambini e concesse loro molte indulgenze. Da quel momento la chiesa passò sotto la giurisdizione dei monaci benedettini di Sant’Ilario. Nel 2005, durante gli ultimi restauri effettuati all’edificio si è scoperta, sulla mensa dell’altare della Madonna della Salute, un’iscrizione mutila con caratteri gotici realizzata probabilmente in quell'epoca per celebrare tali eventi.
La parrocchia di Gambarare fu sempre molto attiva e dal '400 divenne il fulcro della vita religiosa di gran parte del territorio. Ai fedeli fu concesso da papa Giulio II, con la bolla del 27 marzo 1508, il diritto di giuspatronato, con il quale i capifamiglia della parrocchia acquisirono il potere decisionale sulla scelta del proprio parroco. Il diritto concesso rimase attivo fino ai giorni nostri, nel 1998 i capifamiglia decisero di rinunciarvi in cambio fu concesso alla chiesa il titolo di Duomo e al parroco quello di monsignore quale canonico onorario della basilica di San Marco. All'interno del Duomo, sopra il portone laterale di destra è stata collocata una lapide, realizzata dai massari nel 1707, con la trascrizione in italiano del testo della bolla.
Attive furono inoltre le molte confraternite che nacquero all'interno della chiesa dall' XVIII secolo, ognuna regolamentata dal proprio capitolato e guidate da un gastaldo, fra i vari compiti avevano quello di curare l'altare dedicato al santo titolare.
Era usanza utilizzare la chiesa come campo santo e nel Duomo sono ancora visibili alcune iscrizioni su lastre pavimentali per commemorare i defunti, principalmente componenti di confraternite e alcuni sacerdoti.
L’edificio è stato più volte danneggiato e ricostruito, oggi risulta notevolmente trasformato rispetto all’originale, pur mantenendo lo stile tardo romanico che lo contraddistingue fin dalla sua costruzione.
Per la riedificazione furono utilizzati marmi, pietre e colonne recuperati dalla zona del monastero di Sant'Ilario.
Le modifiche maggiori sono state fatte durante il ‘900: il corpo della chiesa fu allungato di sette metri verso oriente, furono abbattuti e rifatti il coro e l’abside, spostati e modificati gli altari.
Durante i restauri del 2005 sono stati riportati alla luce gli antichi affreschi del soffitto realizzati da Melchiore Melchiori nella seconda metà del ‘600. E’ stata inoltre ripulita la cassa in legno del pregiato organo, realizzato dal grande organaro veneziano Gaetano Callido nel ‘700.
Anche il campanile fu danneggiato varie volte e a testimoniare gli eventi sono state realizzate due lapidi collocate sopra la porta esterna, in cui fu inciso il simbolo del gambero, l’antico stemma del Comune di Gambarare.